Case popolari, sanatoria per gli abusivi: l'Ars mette in regola a 3.700 famiglie palermitane

Con la finanziaria regionale arriva la sanatoria per chi ha occupato abusivamente una casa popolare. Il provvedimento, contenuto nell'articolo 72, consentirà ad oltre 3.700 famiglie palermitane di regolarizzare legittimamente la propria posizione di occupanti. In precedenza, la normativa prevedeva la possibilità di sanare la posizione di coloro che avevano occupato una casa di edilizia pubblica prima del 31 dicembre 2001.

L'estensione temporale è stata elaborata dall'amministrazione comunale di Palermo, che l'ha proposta al governo regionale e a tutte le forze politiche presenti all'Ars. Il Parlamento regionale l'ha approvata all'unanimità, senza alcun emendamento. In sostanza, le famiglie che hanno occupato un immobile di edilizia pubblica prima del 31 dicembre 2017 e che comunque hanno i requisiti di legge per l'inserimento nelle graduatorie d'assegnazione, potranno ora divenire assegnatarie a tutti gli effetti, pagando con un piano rateale decennale gli importi arretrati (fino ad un massimo di cinque anni di canone arretrato) e potendo quindi anche godere del diritto di riscatto.
Case popolari, sanatoria per gli abusivi: l'Ars mette in regola a 3.700 famiglie palermitane „ A Palermo il provvedimento riguarderà circa 3.700 famiglie (per circa 12mila persone), di cui 1.700 occupanti di immobili di proprietà dello Iacp e 2mila occupanti di immobili comunali. Il canone medio per gli appartamenti è di circa 650 euro annui. La regolarizzazione delle posizioni, permetterà, a coloro che diverranno a tutti gli effetti assegnatari, anche la regolare stipula di contratti di fornitura delle utenze a rete quali acqua, energia elettrica e gas, andando ad incidere su un mercato parassitario e criminale legato a tali servizi. Per il sindaco Leoluca Orlando, che rivendica la paternità del provvedimento di sanatoria, si tratta di un "risultato storico sul piano politico e sul piano amministrativo ed istituzionale. Il Comune di Palermo si è fatto promotore di una norma che interessa decine di migliaia di famiglie in tutta la Sicilia, che potranno ora avviare un percorso d'uscita dall'illegalità e di liberazione dai condizionamenti che tale condizione determina. La bontà della causa è testimoniata dall'unanimità del sostegno politico, segno di una sensibilità diffusa ed una corretta percezione della gravità del problema da risolvere". "Per migliaia di famiglie - sottolinea il primo cittadino - si avvia oggi un percorso di dignità, diritti, legalità ed affrancamento da situazioni di controllo anche mafioso nella fruizione dei servizi. Un ulteriore effetto positivo del provvedimento sarà quello di un corposo 'snellimento' delle graduatorie Erp, in quando molte delle famiglie presenti in tali liste sono già occupanti di un alloggio pubblico di cui potranno ora essere legittime assegnatarie. Sarà questo un motivo in più per mantenere alto l'impegno affinché tutti possano finalmente avere legalmente una casa". Sulla pternità della norma inserita in Finanziaria nasce però una disputa. Antonello Cracolici, parlamentare regionale del Pd, smentisce Orlando: "Apprendo dalla stampa che il Comune di Palermo mostra soddisfazione per l’approvazione, nell’ambito della Finanziaria regionale, della norma che consente di regolarizzare la posizione degli occupanti di abitazioni di edilizia pubblica. Ritengo giusto precisare, però, che la norma non è stata proposta dal Comune di Palermo, né dal governo: è una iniziativa parlamentare che porta la mia firma, che è stata sostenuta dal Pd all’Ars e che è stata approvata nonostante il parere contrario del governo. Ho proposto questa misura perché conosco la situazione di 'limbo' nella quale versano migliaia di famiglie nell'Isola, che adesso potranno regolarizzare l’occupazione della loro abitazione. Mi auguro che quando la legge sarà pubblicata e la norma entrerà in vigore - conclude Cracolici - il Comune di Palermo si adoperi rapidamente per avviare il censimento e mettere in atto le disposizioni approvate all’Ars". L’emendamento è stato firmato anche dal parlamentare regionale Pd Anthony Barbagallo.